Trophée du Maître d’Hôtel

Trophée du Maître d’Hôtel 2021: si parte!

Dopo il successo delle due precedenti edizioni, ritorna il concorso Trophée du Maître d’Hôtel organizzato in Francia dall’associazione Service à la Française. La competizione, lanciata nel 2015 con l’obiettivo di valorizzare e rappresentare l’Art du service et de la table, diventa internazionale.

Le iscrizioni sono aperte (fino al 1° giugno 2020), le semifinali si terranno in settembre a New York, il 5 ottobre a Parigi e in novembre a Bruxelles. L’appuntamento finale, per scoprire il vincitore, è fissato per il 23 gennaio 2021 a Lione. Qui arriveranno 6 finalisti, 4 francesi, più il vincitore della selezione americana e il vincitore della selezione europea.

Breve storia del concorso Trophée du Maître d’Hôtel 

All’inizio, erano “solo” cinque maître appassionati, famosi e impegnati: Denis Férault, Denis Courtiade, Hervé Parmentier, Stéphane Trapier et Patrick Chauvin. Il loro obiettivo era quello di riportare in luce le figure professionali del servizio sala.

A un certo punto, nel 2015, i cinque decidono di organizzare un concorso che, subito, riscuote uno straordinario successo e il sostegno dei professionisti dell’hôtellerie e della ristorazione. In due edizioni sono stati 200 i candidati che che si sono giocati l’opportunità di vincere il Trofeo, 12 i finalisti, 30 i giurati, 25mila gli spettatori che hanno visto le finali.

Per ereditare la corona dei vincitori 2017 e 2019, rispettivamente Elsa Jeanvoine et Benoit Brochard, maître d’Hôtel, chef de rang e sommelier (con un’età superiore ai 25 anni) dovranno portare alti i valori del rispetto, dell’eleganza e della generosità, che contraddistinguono il Servizio alla Francese.

Ma non solo, dovranno anche dimostrare la loro maestria, la loro curiosità, il loro rigore e, da una parte, la loro capacità di adattamento, dall’altra, la loro capacità di innovazione.

2021: il trofeo diventa internazionale

Il Servizio alla Francese, questo saper fare unico, viene esportato ed è invidiato dal mondo intero” questa la premessa degli Organizzatori per spiegare come mai, da quest’anno, il Trophée du Maître d’Hôtel non sarà più solo francese, ma internazionale.

Introdotte, infatti, una selezione americana (a New York) e una selezione europea (a Bruxelles): anche dall’Italia quindi potremo partecipare. Per le candidature, basta andare sul sito ufficiale della competizione entro il 1° giugno, questo è il link.

Oltre al Curriculum Vitae e a una lettera di presentazione, è necessario anche produrre un video.

Padrino della terza edizione: Serge Schaal

Il padrino di questa terza edizione sarà Serge Schaal, patron e Restaurant Manager del due stelle Michelin La Fourchette des Ducs, a Obernai. Questo alsaziano dal “percorso atipico”, specializzato in geofisica, apre il suo primo ristorante nel 1999. Si forma direttamente sul campo e diventa rapidamente una figura di riferimento importante nel settore.

Durante la sua carriera, è stato più volte insignito di titoli e premi, come Miglior Restaurant Manager 2011 (Guida Champérard) e Restaurant Manager dell’anno 2019 (Guida Gault & Millau).

Ora, con la sua partecipazione al Trophée du Maître d’Hôtel 2021 vuole rendere omaggio alle professionalità del servizio di sala, come François Pippala, Philippe Bourguignon e Jean-François Mesplède hanno fatto prima di lui.

Sono fiero di essere padrino di questa terza edizione – ha commentato Schaal – nel mio ristorante io riservo una grande importanza al servizio di sala, al pari della cucina! Questo concorso è una bellissima vetrina per il nostro mestiere.”

Lancement de la 3e édition – TMH

[ LANCEMENT 3e ÉDITION ] Cette partie s’annonce encore plus passionnante 🃏😉 Tenez-vous prêts à abattre vos meilleures cartes pour gagner… Comme promis la semaine dernière, nous vous dévoilons aujourd’hui la vidéo de lancement de la 3e saison de notre Trophée, diffusée en conférence de presse ce lundi 🎥À partager sans modération ‼️ Bon visionnage ✨

Posted by Trophée du Maître d'Hôtel on Tuesday, 14 January 2020

Chi sono i giurati del concorso?

Philippe Rispal, Responsabile Ristorazione Institut Paul Bocuse (Lione)

Antoine Petrus, MOF Direttore Generale Taillevent (Parigi)

Claire Sonnet, Restaurant Manager Le Louis XV*** nell’Hôtel de Paris (Monaco)

Olivier Bilkao, Restaurant Manager Le 39 V* (Parigi)

Thierry Villotte, Presidente della Confédération des Arts de la Table e AD Francéclat

Paola Wintenberger, Pôle Formation Malongo

Sébastien Bove, Responsabile Pôle Formation Malongo

Benoite Lauvernier, Responsabile del progetto Associazione Service à la Française

Mirko Pastorelli

Mirko Pastorelli. Wheelchair sommelier

La sfida di Mirko Pastorelli, primo sommelier italiano, secondo nel mondo, in sedia a rotelle, è sensibilizzare il settore ristorazione sul tema della disabilità. Brigata c’è!

Mirco Pastorelli Sommelier

Mirko Pastorelli è un giovane sommelier di Cesena con una grande passione per i vini italiani e l’arte dell’accoglienza, di cui è già nostro ambasciatore all’estero. Diciamo, infatti, che è più conosciuto fuori che nel suo Paese.

La sua è una di quelle storie di cui dovremmo andare fieri, ma è anche una storia poco conosciuta, tanto che probabilmente, alla fine, Pastorelli sarà un “cervello in fuga“. Già, perché non trovando opportunità in Italia (e nemmeno in Europa per la verità), dovrà spostarsi negli USA, in Australia o, addirittura, a Dubai e Singapore. Posti, cioè, “molto più aperti e pronti” per valorizzare la professionalità di Mirko, al di là della sua disabilità. E il ragazzo, va detto, non ha certo paura di spostarsi “mi considero un cittadino del mondo” ci confessa con l’entusiasmo di chi è pronto a conquistarlo quel mondo…

La storia del sommelier Mirko Pastorelli

Fino a pochi anni fa, Pastorelli era uno stimato programmatore software e la sua vita sembrava ormai inserita in un binario solido e duraturo. A un certo punto, però, il ragazzo si rende conto che quella vita non gli basta e, forte dei suoi vent’anni, decide che non può finire lì e comincia a provare a esplorare nuove opportunità e nuove prospettive.

Arriva così a frequentare un corso da sommelier ASPI e, alla fine del percorso di studi, fa la scoperta che gli cambierà la vita. Cercando su internet, scopre cioè Yannick Benjamin, il primo sommelier in sedia a rotelle del mondo.

L’incontro con Yannick Benjamin

Yannick Benjamin, tra i “Top 40 under 40” di Wine Enthusiast, “la nuova stella del firmamento gastronomico di New York” secondo il Financial Times, è un sommelier americano che nel 2003, in seguito a un incidente automobilistico, ha perso l’uso delle gambe.

Nell’appassionato speech che ha tenuto nell’ultimo Wine2wine il racconto della sua rinascita fino a diventare, secondo Miglior Sommelier USA, Head Sommelier al The University Club e, oggi, proprietario del ristorante Contento di New York.

Per Pastorelli, la storia di Benjamin è illuminante, prende contatti e lo raggiunge a New York in occasione del  Wine on Wheels, uno dei più grandi ed entusiasmanti eventi enologici a scopo benefico della Grande Mela, che riunisce oltre 500 tra professionisti e appassionati del settore in una degustazione di oltre 300 vini pregiati.

Nasce, così, un’amicizia. Per Pastorelli, Benjamin è un mentore, tornerà a New York più volte e sta per partire per Chicago dove si terrà, quest’anno, l’edizione 2020 di Wine on Weels. Da lì si sposterà a Los Angeles per creare le opportunità lavorative che in Italia, e in Europa, non riesce a trovare e che, invece, negli USA sembrano molto più a portata di mano.

Il coraggio, la forza e la professionalità

Non ho bisogno di grandi accortezze, in realtà, per lavorare mi serve soltanto lo spazio necessario per passare tra i tavoli con la carrozzina e il supporto di un commis per mescere il vino nei bicchieri, sulla tavola.” ci spiega Mirko che ha già fatto esperienza a New York con Benjamin e che adesso, in Italia, partecipa a eventi e progetti di consulenza.

Ho costruito io stesso la mia tavola di servizio che va appoggiata sulle gambe, con incastri per bicchieri, decanter e bottiglia – continua il sommelier – Così, posso fare tutto anche stando seduto.

Riguardo al mestiere, io penso che il sommelier, oggi, sia quella figura che nel ristorante si occupa di tutte le bevande (vino, birra, acqua, infusi, distillati ecc), degli abbinamenti con i cibi (ma non solo, Pastorelli sta approfondendo anche il mondo di sigari e tabacco). Gli abbinamenti sono molto importanti. La comunicazione è importante. Penso, infatti, che sia responsabilità del sommelier raccontare anche cosa c’è dietro un’etichetta: il territorio, la cultura e la storia di quel territorio, le persone. Ecco perché ci tengo moltissimo a conoscere sempre personalmente le Cantine e chi ci lavora, facendomi raccontare il lavoro, la fatica e poi ovviamente anche le gioie di lavorare la vigna e l’uva. Mi piace poi, quando è possibile, quando il cliente lo chiede o si mostra interessato, trasferire le cose che ho imparato e, così, descrivere il mio Paese, le eccellenze del mio Paese e la sua bellezza. Certo, il lavoro del sommelier (come tutte le professionalità di sala n.d.r.) è molto complesso, è anche molto psicologico: devi capire il contesto del convivio, lo stato d’animo dei commensali, devi capire quando e quanto ti puoi spingere, ma ottenere la felicità del cliente è una grandissima soddisfazione. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza indimenticabile, affinché il cliente, quando va via, pensi: non vedo l’ora di ritornare.

Insomma, a Mirko Pastorelli, non mancano l’entusiasmo, la competenza e la professionalità, quello che manca al nostro Paese, invece, è la capacità di offrirgli un’opportunità, evitando di farlo andare via. Se volete contattarlo questo è il suo sito: www.mirkopastorelli.wine

Speriamo, comunque, che, in ogni caso, il nostro Wheelchair Sommelier trovi la sua strada, ovunque sia, e gli facciamo i nostri più grandi e migliori auguri.

Su Yannick Benjamin leggi anche:

WineNews: Yannick Benjamin, sommelier resiliente che ha trovato la forza di ricominciare dal mondo del vino

Wine Meridian: Yannick Benjamin, l’Araba Fenice dell’Hospitality

Chiave del Vino Peugeot Saveurs

La chiave del vino Peugeot Saveurs

La chiave del vino, Clef du Vin è il nome originale francese, modifica l’equilibrio del vino e la sua annata senza dover attendere a lungo il suo periodo di invecchiamento. Vediamo di che si tratta…

Come funziona la Chiave del Vino?

Imitando il processo di ossidazione in modo ultra-accelerato, l’immersione della chiave del vino di Peugeot Saveurs per un solo secondo in un vino ne produce l’invecchiamento come se fosse trascorso un anno. Secondo il produttore “alcuni lo considerano un oggetto magico, in realtà è un utensile che ha cambiato il modo di pensare di numerosi enologi e sommelier in tutto il mondo. Peugeot Saveurs, la divisione di prodotti vitivinicoli e per la cucina di Peugeot, propone la sua ‘chiave del vino’ di nuova generazione che, entrando in contatto per un secondo con qualsiasi tipo di vino, ne invecchia le caratteristiche come se fosse passato un anno, e in tal modo ne accentua le proprietà e il gusto“.

Chiave del Vino Peugeot Saveurs

Insomma, pare che la Chiave del Vino cambi l’equilibrio di qualsiasi tipo di vino – bianchi, spumanti, rosati, rossi, vini dolci naturali… – fino a modificarlo secondo il gusto di ogni palato. “Così, si può gustare un buon bicchiere di vino subito dopo avere aperto la bottiglia senza dovere aspettare lunghi tempi di invecchiamento“. Questa tecnologia innovativa vorrebbe aiutare i sommelier e gli appassionati del vino a gestire la loro cantina, perché fornisce informazioni precise sullo stato e l’evoluzione del vino.

Con la Chef du Vin un secondo vale un anno

Imitando il processo naturale di ossidazione e accelerandolo in modo estremo, questo strumento scientifico di misurazione simula il processo di invecchiamento di qualsiasi vino in pochi secondi. L’utilizzo della chiave del vino è molto semplice e permette di apprezzare gli effetti che ottiene su qualsiasi vino: basta versare il vino in un bicchiere, degustarlo e percepire le sue proprietà, introdurre la punta della chiave del vino per uno o due secondi e degustarlo di nuovo.  Questa procedura va ripetuta finché non si ottiene il gusto personale desiderato e finché le sue proprietà non si accentuano maggiormente. Contrariamente a quanto si possa pensare, un vino più forte diventerà più leggero, perché la chiave riduce naturalmente l’acidità del vino.

La chiave del vino di Peugeot Saveurs è lunga 15 cm ed esiste anche una versione tascabile da 5,7 cm, ideale da portare ovunque. Si può acquistare in qualsiasi negozio specializzato in articoli vitivinicoli, nei grandi magazzini con un reparto vitivinicolo e anche su Amazon a circa 70 euro. Non resta che provarla, fateci sapere se l’avete fatto e cosa ne pensate!

Sake Selection

SAKE SELECTION: parte oggi la più grande competizione al mondo con 611 etichette

Al via Sake Selection: la più grande competizione al mondo dedicata all’antica bevanda giapponese

SAKE SELECTION

Da oggi e fino al 13 ottobre in Giappone va in scena la prima edizione della Sake Selection, gara organizzata dal Concours Mondial de Bruxelles. Per tre giorni la prefettura di Mie si trasforma nel distretto mondiale del sake. A contendersi i prestigiosi premi Masu saranno 611 etichette di 280 aziende, giudicate da un panel di 35 esperti provenienti da 19 Paesi.

LA PRIMA EDIZIONE DELLA SAKE SELECTION

Prima edizione per la Sake Selection, competizione internazionale promossa dal Concours Mondial de Bruxelles (CMB) da 25 anni punto di riferimento nel panorama delle competizioni enologiche internazionali.  Da oggi e fino al 13 ottobre a Ise-Shima, quindi, si sfidano i migliori produttori di sake di tutto il Giappone. La prefettura di Mie che ospita il concorso è anche la regione più rappresentativa per numero di etichette partecipanti, per un totale di 13 prefetture con 280 aziende iscritte e 611 etichette. Questa piena adesione fa del Sake Selection il più grande concorso al mondo dedicato al Sake. Ai vincitori verranno assegnati i prestigiosi premi Masu in platino, oro e argento.

LA GIURIA

Dietro ai calici, c’è un panel di giudici esperti, scelti tra sommelier, buyer e giornalisti, provenienti da 19 nazioni, tra cui Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Australia. I 35 assaggiatori professionisti (per l’80% non giapponesi) sono stati chiamati a degustare alla cieca sette categorie di sake. Il protocollo di gara è stato ideato da Shinya Tasaki, presidente dell’Associazione dei Sommelier Giapponesi e miglior sommelier del mondo nel 1995, e dal primo Sake Samurai francese, Sylvain Huet, esperto internazionale del Sake Selection e presidente del Salon du Saké.

Sake Selection

Con questa competizione – ha spiegato Thomas Costenoble, direttore del Sake Selection by CMBvogliamo attivare un vero e proprio think tank sulla cultura del bere giapponese. Focalizzandoci sui migliori sake di tutto il Sol Levante, permettiamo infatti ai consumatori internazionali non solo di conoscerne le infinite varianti, ma anche di approfondire la storia millenaria e le diverse usanze legate a questa antica bevanda, ormai la più cool del momento.

Guardando invece ai partecipanti, sulla scia di quanto già accade con il Concours Mondial de Bruxelles, attraverso la gara intendiamo offrire ai premiati un efficace strumento di visibilità, in un’ottica di promozione globale. Non a caso dopo il 21 novembre, giorno in cui si terrà la proclamazione dei risultati presso l’ambasciata del Belgio a Tokyo, partiremo con un importante roadshow che toccherà intanto New York, Bruxelles, Parigi e Roma con una serie di incontri riservati alla stampa, cerimonie, degustazioni con giornalisti e operatori e partecipazioni a fiere strategiche di settore”.

LA GARA

Sullo sfondo della suggestiva baia di Toba, il Thalassa Shima Hotel & Resort apre i battenti per la tre giorni di tasting session ad alto tasso competitivo. Sette le commissioni previste per ogni sessione, ciascuna composta da 5 degustatori e un assaggiatore giapponese, tutti alle prese con un massimo di 10 sake per degustazione. Ogni commissione rappresenta un territorio diverso e non prevede più di 30 sake alla cieca per un lasso di tempo di massimo mezza giornata.

La competizione, infatti, guarda anche alla conoscenza diretta del territorio d’origine dei sake e  durante la tre giorni farà tappa in diverse città per ‘toccare con mano’ le materie prime (il riso, l’acqua sorgiva e il clima).

L’INAUGURAZIONE

A precedere l’avvio dei lavori, ieri si è svolta la cerimonia ufficiale di inaugurazione, a Tsu, la capitale di Mie. Con l’occasione sono stati festeggiati anche i 300 anni della fabbrica di ceramica della prefettura di Gifu Ohashi Ryouki, che offrirà i 500 Guinomi per il Sake Selection. Nel corso della giornata inaugurale, non sono mancati i momenti di approfondimento, a partire dal workshop dedicato al food pairing, che ha svelato i segreti di un perfetto abbinamento tra cibo e sake (a cura del sommelier Shinya Tasaki). Un altro workshop tecnico, gestito da Sylvain Huet, ha fatto il punto con i giudici degustatori sulle modalità di svolgimento della gara.

Le sette categorie di sake in gara:

  • Honjozo-shu (include Honjozo e Tokubetsu Honjozo)
  • Ginjo-shu (include Ginjo e Daiginjo)
  • Junmai-shu (include Junmai e Tokubetsu Junmai)
  • Junmai Ginjo-shu
  • Junmai Daiginjo-shu
  • Sake frizzante
  • Jukusei-shu (sake invecchiato)

INAO RIEDELI calici scelti per le degustazioni sono gli Inao firmati da Riedel, che ha recentemente lanciato una linea studiata per il sake, tra cui l’ultimo nato Junmai.

Davide Dargenio ASPI Vittoria

Miglior Sommelier d’Italia ASPI 2018? Davide Dargenio

Premiati il Miglior Sommelier d’Italia ASPI e il Miglior Assaggiatore ONAV 2018, sono Davide Dargenio e Marco Passarelli

I migliori auguri e congratulazioni a Davide Dargenio, Miglior Sommelier d’Italia ASPI 2018, e Marco Passarelli, Miglior Assaggiatore ONAV 2018.

MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA ASPI 2018

Nelle semifinali di sabato 6 ottobre, Dargenio si è distinto tra i 12 sommelier professionisti candidati al titolo, accedendo alle finali di domenica 7 con Salvatore Castano, Capo Sommelier al ristorante Mash a Londra, e Paolo Saccone, Group Sommelier del DEDES Group di Sidney. I candidati hanno testato le loro competenze con prove classiche e a sorpresa, dal servizio all’abbinamento cibo/vino/bevande alla degustazione alla cieca di tre vini con descrizione in lingua straniera. Prove ideate da ASPI per testare la preparazione dei candidati e scegliere il migliore.

A decretare il vincitore del titolo “Miglior Sommelier d’Italia ASPI” è stata una giuria composta dal presidente Giuseppe Vaccarini e dai Presidenti delle Associazioni di Sommellerie europee, dai vincitori delle scorse edizioni del concorso e dai giornalisti del settore, con la partecipazione di Jean Pallanca, former President e presidente onorario dell’Associazione dei Sommelier di Monaco, e di Franko Lukez, Presidente dei Sommelier di Croazia, in rappresentanza dell’ASI.

Complimenti a Davide Dargenio che ha dimostrato di meritarsi il titolo di Miglior Sommelier d’Italia 2018, superando le prove con straordinaria capacità e preparazione, riempendoci d’orgoglio per la professionalità con cui opera in questo campo. E complimenti anche a tutti gli altri 11 semifinalisti, la cui competenza fa onore al mondo della sommellerie professionale Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI.

DAVIDE DARGENIO

Davide Dargenio, 28 anni, ha studiato come Tecnico dei servizi della ristorazione all’Istituto Carlo Porta di Milano. Ha lunga esperienza in ristoranti stellati, tra cui: il 3 stelle Michelin The Fat Duck a Bray, in Inghilterra, il 2 stelle Le Manoir Aux Quat Saisons a Oxford, il 2 stelle L’Oustau de Baumanière a Les Baux-de-Provence in Francia, Les Gorges de Pennafort, 1 stella, a Callas in Provenza e Verbier, 1 stella, in Svizzera.

È stato Chef Sommelier del ristorante Le 45 di Montreux ed è oggi Chef Sommelier e formatore al Le Berceau des Sens ristorante d’applicazione dell’E.H.L, la prima e più antica struttura di management alberghiero del mondo a Losanna, in Svizzera.

ASPI Associazione della Sommellerie Professionale Italiana

ASPI si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita e affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, A.S.I. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. www.aspi.it

MIGLIOR ASSAGGIATORE ONAV 2018, MARCO PASSARELLI

Il titolo 2018 del Miglior Assaggiatore è stato assegnato, invece, a Marco Passarelli di ONAV Milano grazie a una prova pressoché perfetta, seguito da Micaela Stipa e Sebastiano Spina, dopo aver superato una prova di 10 domande teoriche e riconosciuto nei dettagli 6 vini scelti fra le eccellenze della enologia italiana.

A valutarli il presidente del Comitato Scientifico ONAV, Prof. Vincenzo Gerbi, il Presidente ONAV Vito Intini, la Vice Presidente Teresa Bordin, il Presidente Onorario Lorenzo Marinello e il Direttore Generale Francesco Iacono.

Sono contento di constatare anche quest’anno che il vincitore, i partecipanti al concorso e tutti i nostri soci hanno seguito la prova condividendone lo spirito conviviale: un’occasione per stare insieme e confrontarsi, una prova più contro se stessi per testare le proprie capacità, che contro gli altri. Abbiamo voluto condividere questa bella iniziativa con ASPI, perché le nostre due associazioni continuano la loro intesa verso una collaborazione sempre più sinergica e duratura nel mondo del vino“. Vito Intini, Presidente ONAV Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino

ONAV è un’organizzazione fondata ad Asti nel 1951 senza fine di lucro, è la prima istituzione formativa e culturale del mondo enoico italiano. Suo scopo istituzionale è rendere disponibile un corpo di Assaggiatori tecnici preparati ed esaminati atti al giudizio del vino. Svolge funzione di approfondimento degustativo post universitario. Conta circa 9.500 iscritti con sezioni e attività in tutte le province italiane, con sedi estere. www.onav.it

 

VALPOLICELLA COMMUNICATION PRIZE 2018 al sommelier Janusz Sasiadek

Il sommelier inglese Janusz Sasiadek ha vinto la prima edizione del Valpolicella Communication Prize e si candida di diritto a diventare Valpolicella Wine Specialist.

Valpolicella Communication Prize Janusz SasiadekLa prima edizione del Communication Prize organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella è andata in scena ieri sera, all’Institute of Directors, al 116 di Pall Mall a Londra. Janusz Sasiadek si è aggiudicato il titolo 2018, per la capacità di descrivere e promuovere i vini della Doc. Il sommelier inglese ora potrà accedere direttamente, senza selezione, al Valpolicella Education Program 2019, che si terrà a Verona dal 29 al 31 gennaio prossimi.

JANUSZ SASIADEK

Valpolicella Communication Prize Wine Bar

Non abbiamo trovato molte informazioni su Janusz Sasiadek, da Linkedin sappiamo che è sommelier professionista AIS dal 2010 e che lavora dal 2016 nel celebre wine bar londinese Bottles & Battles.

VALPOLICELLA EDUCATION PROGRAM (VEP)

Ma cos’è il Valpolicella Education Program (VEP)? è un progetto a cura del Consorzio Vini Valpolicella che si rivolge agli esperti del settore di tutto il mondo e mira a formare una sorta di “ambasciatori della denominazione e del territorio”. La prima edizione si è svolta dal 30 gennaio al 1 febbraio 2018 e ora sono in corso le selezioni per il 2019 .

Al VEP 2018 hanno partecipato 21 candidati, selezionati tra sommelier, giornalisti e specialisti del settore provenienti da tutto il mondo. Dopo tre intense giornate di studio, lezione e degustazione a Villa Lebrecht, nel cuore della Valpolicella, hanno dovuto affrontare l’esame finale con, tra l’altro, una degustazione a bottiglie coperte di tutti i vini della Doc.

5 Moduli didattici

Cinque i moduli didattici presentati dal Comitato Scientifico VEP durante la prima edizione del corso di formazione per Valpolicella Wine Specialist :

  • Aspetti legali di etichettatura e produzione, a cura di Paolo Veronesi (SIB Legal).
  • Mercato dei vini Valpolicella, a cura di Denis Pantini (Wine Monitor, Nomisma).
  • Elementi del terroir, a cura di Osvaldo Failla (docente Ordinario Università di Milano, settore Scienze e Tecnologie dei Sistemi Arborei e Forestali).
  • Aspetti enologici, a cura di Maurizio Ugliano (docente di Enologia presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona).
  • Degustazione dei vini Valpolicella, a cura del giornalista PierLuigi Gorgoni e Filippo Bartolotta (Il Sommelier delle Star)

I primi Valpolicella Wine Specialist #VEP2018

  • Felix Zhang (Cina) Head Sommelier at the Hakkasan Shanghai;
  • Deborah Parker Wong (USA), Global Wine Editor for Somm Journal, The Tasting e Clever Root;
  • Daenna Van Mulligan (Canada), contributor at Montecristo, Taste, Vines Magazines e publisher WineDiva e WineScores;
  • Jennifer Rossberg (Germania), Wset Certified Educator;
  • Szymon Milonas (Polonia), owner of Wine School Wine rePublic;
  • Wai Xin Chan (Singapore), Wine Communicator at Wine Xin;
  • Wei Zhou (Cina), Managing Director at Vine Hoo.

MERCATO UK: l’export di Amarone, Ripasso e Valpolicella DOC cresce sempre di più

Mappa Valpolicella

Il Consorzio Vini Valpolicella è uno dei migliori esempi di promozione all’estero del Made in Italy e il Valpolicella Education Program (VEP) ne è una prova, così come i risultati raggiunti dall’export.

L’80% della produzione di vini Valpolicella è, infatti, destinata all’estero. La selezione di Londra che ha premiato con il Valpolicella Communication Prize il sommelier inglese Janusz Sasiadek, quindi, rientra anche in un discorso più ampio di promozione che porta in alto il vino italiano nel mondo.

“Il ruolo di primo piano che ci è stato attribuito dal Best UK Sommelier 2018 – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio Vini Valpolicella – conferma il grande lavoro fatto dal Consorzio sul territorio britannico in questi anni. Si tratta di un mercato strategico per la denominazione principale della Valpolicella. Infatti, l’anno scorso, l’Amarone ha visto crescere le proprie vendite del 5% sull’anno precedente. Bene anche il Ripasso  e il Valpolicella DOC, che nel Regno Unito hanno segnato un export in aumento rispettivamente del +5,2%  e del 3,3%”.

50 ANNI DELLA DOC: Walk around tasting e Masterclass di Amarone con Christopher Cooper

Per celebrare i 50 anni dalla nascita della DOC, nel corso dell’evento di ieri il Consorzio ha organizzato un walk around tasting e una masterclass di Amarone con 9 aziende della Valpolicella: Bolla Winery, Cà La Bionda, Cantina Valpantena Verona sca, Gerardo Cesari, Salvaterra, Sartori di Verona, Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani, Terre di Leone e Vigneti Villabella.

Tutto sotto la guida di Christopher Cooper, famoso wine expert e precedentemente head sommelier del Savoy di Gordon Ramsey, oltre che già global wine buyer per il gruppo Soho House.

Leggi anche in nostro: SPECIALE VINITALY 2018. Il Consorzio Vini Valpolicella per il 50° si presenta con una collettiva di 22 aziende e un calendario di eventi pensati per gli amanti dei “vizi virtuosi” del gusto.

Cristian Maitan Miglior Sommelier del Veneto 2018

SOMMELIER: il migliore del Veneto è Cristian Maitan

L’AIS Veneto ha eletto Cristian Maitan Miglior Sommelier della regione. Il concorso si è tenuto al Fondaco dei Tedeschi di Venezia.

È Cristian Maitan di Ponte di Piave il Miglior Sommelier del Veneto 2018. Lo ha deciso ieri l’AIS Veneto in una serata al Fondaco dei Tedeschi di Venezia. Premiati anche i vincitori del Master Veneto sui Distillati di Bonaventura Maschio. Cena a cura degli chef Silvio Giavedoni e Vania Ghedini del ristorante AMO, selezione dei vini curata – ovviamente – dai sommelier di AIS Veneto.

La manifestazione è stata sostenuta da U.Vi.Ve – Unione Vini Veneti e la Distilleria Bonaventura Maschio, storica azienda veneta sempre a fianco della formazione di AIS Veneto. I partner, insieme con l’Associazione, supporteranno i vincitori del concorso nel loro percorso di crescita professionale. .

CRISTIAN MAITAN

Trevigiano, ventitreenne, sommelier da appena un anno, Cristian Maitan ha superato i suoi  colleghi e si è aggiudicato il titolo regionale dell’anno e l’accesso alle finali nazionali del Miglior Sommelier d’Italia 2018.

Maitan è sommelier nel ristorante di famiglia, Nuovo Ranch, ha frequentato l’Istituto alberghiero di Jesolo e, dopo, ha deciso di approfondire la degustazione dei vini frequentando tre corsi sommelier.

Nel 2017, aveva già partecipato al concorso Miglior Sommelier Veneto ed era arrivato secondo, mentre nel 2014, ha vinto la sedicesima edizione del Concorso internazionale per allievi sommelier di Bologna.

Cristian Maitan Miglior Sommelier del Veneto 2018 - giuria

Marco Aldegheri, Cristian Maitan e Antonello Maietta

LA GARA

La competizione vedeva in gara una ventina di sommelier della regione, la prima prova scritta ha selezionato quattro semifinalisti che si sono affrontati, poi, a coppie, in una prova di degustazione e servizio.

La prova finale ha visto, quindi, Cristian Maitan contro Alessio Serafini. I due si sono confrontati nel riconoscimento alla cieca di vini e distillati, nella decantazione di un vino rosso, nella descrizione di un particolare terroir e della figura nel mondo del vino.

LA GIURIA

La giuria che ha esaminato i candidati era composta da Antonello Maietta, presidente nazionale AIS; Marco Aldegheri, il presidente Veneto; Cristiano Cini, il responsabile nazionale concorsi; Giampaolo Breda, delegato di Venezia, Francesca Penzo, Miglior Sommelier del Veneto 2017  e Andrea Maschio, distillatore.

Cristian Maitan - Master Veneto 2018

I VINCITORI DEL PREMIO MASTER VENETO

Durante la serata al Fondaco dei Tedeschi si è svolta anche la premiazione dei vincitori del Master Veneto sui Distillati di Bonaventura Maschio, che saranno ospiti nell’azienda trevigiana per un approfondimento sulla tecnica della distillazione.