Francia: un nuovo servizio da tavola in porcellana di Sèvres per l’Eliseo

Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel  Macron ha ordinato alla Manifattura di Sèvres, un nuovo servizio da tavola per il salone delle feste  dell’Eliseo.

Porcellana di Sèvres piatto 1874In questi giorni in Francia le pagine dei principali giornali sono state “movimentate” da una  accesa polemica sull’ultima commessa inoltrata dalla Presidenza della Rupubblica alla Manifattura di Sèvres. Si parla di un servizio da tavola di porcellana, composto da 1.200 pezzi, disegnato dall’artista Èvariste Richer. Si chiamerà “Bleu Èlysée” e servirà per i grandi ricevimenti da 230 a 270 coperti che vengono organizzati nell’immensa “Sala delle feste” dell’Eliseo.

Sui milleduecento pezzi, di cui 300 da portata, sarà raffigurato con il blu di Sèvres e rigorosamente a mano, il disegno degli edifici presidenziali.

I servizi attualmente in dotazione, usati nelle cene di Stato, infatti, presentano ormai segni d’usura e – in effetti – la cosa non è accettabile per la mise en place della massima rappresentanza di un Paese (e di un’Istituzione) che ha fatto dell’Arte della Tavola e del Servizio alla Francese uno dei suoi fiori all’occhiello.

Macron, quindi, ha deciso di rinnovare il cerimoniale dei grandi banchetti commissionando un nuovo servizio che rimpiazzerà completamente i due usati al momento: uno ordinato da René Coty (chiamato “Capraire”) e l’altro da Jacques Chirac (Constellation).

LA POLEMICA SUL COSTO: mezzo milione di euro?

Secondo alcune indiscrezioni della testata Canard Enchaîné, anche se il valore effettivo non è stato reso noto ufficialmente, ogni pezzo potrebbe arrivare a costare circa 4-500 euro, per un totale vicino al mezzo milione.

Da qui la polemica, che è stata quasi immediatamente bloccata dalla Presidenza e dalla direttrice della Manifattura stessa.

La Presidenza ha, infatti, spiegato che la fattura sarà divisa in due parti, una di 50mila euro relativa ai compensi degli artisti che dipingeranno a mano le porcellane e che verrà pagata dal Ministero dei Beni Culturali.

La fabbricazione dei piatti, invece, “sarà inserita nel bilancio annuale dello stabilimento, che non varierà con questa commessa”. La Manifattura di Sèvres è un’azienda a partecipazione statale, finanziata per il 60% dalle tasse dei contribuenti francesi.

Anche per questo, lo stabilimento rifornisce tutte le Istituzioni dello Stato, come i ministeri, le prefetture e le ambasciate.

Secondo i calcoli fatti da un altro giornale, Le Point, la produzione di questa commessa, spalmata su tre anni con una prima consegna a fine 2018, costerà in realtà 240mila euro. Il prezzo di fabbrica (che è quello sostenuto dall’Eliseo) è di 200 euro a pezzo e non 500 che è il prezzo al pubblico.

Porcellana di Sèvres, servizio per Maria Antonietta 1781

LA MANIFATTURA DI SÈVRES

La Manufacture nationale de Sèvres è una delle più celebri manifatture di porcellana in Europa, risale alla seconda metà del XVIII secolo ed è sempre stata il fornitore ufficiale dei regimi politici: manifattura reale, poi imperiale e, infine, nazionale.

La Manifattura di Sèvres oggi fa capo al Ministero francese della Cultura e della Comunicazione, la sua missione, infatti, è quella di:

  • produrre oggetti di ceramica d’arte secondo tecniche artigianali
  • promuovere la ricerca artistica e tecnologica nel campo della ceramica
  • provvedere ai bisogni  bisogni dello Stato.

Le porcellane artistiche di altissima qualità vengono prodotte in quantità estremamente limitate, 5.000 pezzi all’anno. Tutta la produzione di Sèvres è foggiata e decorata a mano da personale tecnico ingaggiato rigorosamente su concorso. Una volta entrati, gli artisti devono seguire per tre anni corsi di formazione teorici e pratici, alla scuola della manifattura e nei diversi reparti di produzione.

Curiosità: Il Progetto “Ruins for Del Cambio”, 2014

Porcellana Sèvres piatto Del CambioOgni anno, circa il 50% della produzione delle Manifatture di Sèvres viene scartato perchè presenta piccoli difetti. Nel 2014, un progetto artistico unico ha permesso di salvare 200 piatti destinati alla distruzione.

I piatti sono stati donati, in occasione della riapertura, allo storico ristorante torinese Del Cambio.

Il progetto “Ruins for Del Cambio” è stato ispirato dall’artista israeliano Izhar Patkin, che ha personalizzato i piatti uno ad uno trasformandoli in esclusivi oggetti d’arte. Tutta la lavorazione è avvenuta nei laboratori di Sèvres.