Mirko Pastorelli

Mirko Pastorelli. Wheelchair sommelier

La sfida di Mirko Pastorelli, primo sommelier italiano, secondo nel mondo, in sedia a rotelle, è sensibilizzare il settore ristorazione sul tema della disabilità. Brigata c’è!

Mirco Pastorelli Sommelier

Mirko Pastorelli è un giovane sommelier di Cesena con una grande passione per i vini italiani e l’arte dell’accoglienza, di cui è già nostro ambasciatore all’estero. Diciamo, infatti, che è più conosciuto fuori che nel suo Paese.

La sua è una di quelle storie di cui dovremmo andare fieri, ma è anche una storia poco conosciuta, tanto che probabilmente, alla fine, Pastorelli sarà un “cervello in fuga“. Già, perché non trovando opportunità in Italia (e nemmeno in Europa per la verità), dovrà spostarsi negli USA, in Australia o, addirittura, a Dubai e Singapore. Posti, cioè, “molto più aperti e pronti” per valorizzare la professionalità di Mirko, al di là della sua disabilità. E il ragazzo, va detto, non ha certo paura di spostarsi “mi considero un cittadino del mondo” ci confessa con l’entusiasmo di chi è pronto a conquistarlo quel mondo…

La storia del sommelier Mirko Pastorelli

Fino a pochi anni fa, Pastorelli era uno stimato programmatore software e la sua vita sembrava ormai inserita in un binario solido e duraturo. A un certo punto, però, il ragazzo si rende conto che quella vita non gli basta e, forte dei suoi vent’anni, decide che non può finire lì e comincia a provare a esplorare nuove opportunità e nuove prospettive.

Arriva così a frequentare un corso da sommelier ASPI e, alla fine del percorso di studi, fa la scoperta che gli cambierà la vita. Cercando su internet, scopre cioè Yannick Benjamin, il primo sommelier in sedia a rotelle del mondo.

L’incontro con Yannick Benjamin

Yannick Benjamin, tra i “Top 40 under 40” di Wine Enthusiast, “la nuova stella del firmamento gastronomico di New York” secondo il Financial Times, è un sommelier americano che nel 2003, in seguito a un incidente automobilistico, ha perso l’uso delle gambe.

Nell’appassionato speech che ha tenuto nell’ultimo Wine2wine il racconto della sua rinascita fino a diventare, secondo Miglior Sommelier USA, Head Sommelier al The University Club e, oggi, proprietario del ristorante Contento di New York.

Per Pastorelli, la storia di Benjamin è illuminante, prende contatti e lo raggiunge a New York in occasione del  Wine on Wheels, uno dei più grandi ed entusiasmanti eventi enologici a scopo benefico della Grande Mela, che riunisce oltre 500 tra professionisti e appassionati del settore in una degustazione di oltre 300 vini pregiati.

Nasce, così, un’amicizia. Per Pastorelli, Benjamin è un mentore, tornerà a New York più volte e sta per partire per Chicago dove si terrà, quest’anno, l’edizione 2020 di Wine on Weels. Da lì si sposterà a Los Angeles per creare le opportunità lavorative che in Italia, e in Europa, non riesce a trovare e che, invece, negli USA sembrano molto più a portata di mano.

Il coraggio, la forza e la professionalità

Non ho bisogno di grandi accortezze, in realtà, per lavorare mi serve soltanto lo spazio necessario per passare tra i tavoli con la carrozzina e il supporto di un commis per mescere il vino nei bicchieri, sulla tavola.” ci spiega Mirko che ha già fatto esperienza a New York con Benjamin e che adesso, in Italia, partecipa a eventi e progetti di consulenza.

Ho costruito io stesso la mia tavola di servizio che va appoggiata sulle gambe, con incastri per bicchieri, decanter e bottiglia – continua il sommelier – Così, posso fare tutto anche stando seduto.

Riguardo al mestiere, io penso che il sommelier, oggi, sia quella figura che nel ristorante si occupa di tutte le bevande (vino, birra, acqua, infusi, distillati ecc), degli abbinamenti con i cibi (ma non solo, Pastorelli sta approfondendo anche il mondo di sigari e tabacco). Gli abbinamenti sono molto importanti. La comunicazione è importante. Penso, infatti, che sia responsabilità del sommelier raccontare anche cosa c’è dietro un’etichetta: il territorio, la cultura e la storia di quel territorio, le persone. Ecco perché ci tengo moltissimo a conoscere sempre personalmente le Cantine e chi ci lavora, facendomi raccontare il lavoro, la fatica e poi ovviamente anche le gioie di lavorare la vigna e l’uva. Mi piace poi, quando è possibile, quando il cliente lo chiede o si mostra interessato, trasferire le cose che ho imparato e, così, descrivere il mio Paese, le eccellenze del mio Paese e la sua bellezza. Certo, il lavoro del sommelier (come tutte le professionalità di sala n.d.r.) è molto complesso, è anche molto psicologico: devi capire il contesto del convivio, lo stato d’animo dei commensali, devi capire quando e quanto ti puoi spingere, ma ottenere la felicità del cliente è una grandissima soddisfazione. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza indimenticabile, affinché il cliente, quando va via, pensi: non vedo l’ora di ritornare.

Insomma, a Mirko Pastorelli, non mancano l’entusiasmo, la competenza e la professionalità, quello che manca al nostro Paese, invece, è la capacità di offrirgli un’opportunità, evitando di farlo andare via. Se volete contattarlo questo è il suo sito: www.mirkopastorelli.wine

Speriamo, comunque, che, in ogni caso, il nostro Wheelchair Sommelier trovi la sua strada, ovunque sia, e gli facciamo i nostri più grandi e migliori auguri.

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