FUED ACHAAB. Da grande voglio fare il cameriere…

Fued Achaab è un giovane cameriere abruzzese, finalista di Emergente Sala 2018, che ci ha colpito per lo straordinario entusiasmo e per la determinazione con cui affronta la sala e la vita

Abbiamo incontrato Fued Achaab qualche settimana fa alla finalissima di Emergente Sala 2018, dove ha vinto il premio speciale per la comunicazione di Kimbo. Oggi abbiamo scoperto che è a Padova, in attesa di cominciare il lavoro a Le Calandre*** di Rubano, il ristorante del Gruppo Alajmo. Lo abbiamo chiamato, prima di tutto, per fargli i complimenti e dargli un grande in bocca al lupo.

Non è ancora una “star” della ristorazione, ma lo diventerà: ha la stoffa, la grinta e l’umiltà per andare lontano. Vi raccontiamo la sua storia perchè speriamo che possa servire a ispirare i tanti ragazzi che oggi studiano nei tanti Istituti alberghieri sparsi per l’Italia, magari con scarsa motivazione. Non per loro colpa attenzione – ma perchè spesso la realtà scolastica non sa trasmettere la passione e non sa raccontare le prospettive della professione.

Cosa diresti a un ragazzo o a una ragazza che sta per iniziare oggi il suo percorso professionale? gli abbiamo chiesto.

“Fa la tua scelta con il cuore, credici e non mollare mai. Ci saranno dei momenti difficili, anche io ne ho avuti, ma se ci credi e ti impegni alla fine ce la fai e puoi raggiungere anche obiettivi che non avresti nemmeno immaginato”.

Da grande voglio fare il cameriere…

Fued è nato nel 1992, ha 26 anni, e ha iniziato come apprendista cameriere quando ne aveva 15. Fu un colpo di fulmine per cui deve ringraziare il titolare del ristorante La Preta di Roccaraso in cui lavorava “Mi ha sempre dato i consigli giusti“. Decise quindi di proseguire in quel percorso e si iscrisse all’Istituto Alberghiero di Avezzano. 

Prima di quell’esperienza non sapevo nulla del mestiere e pensavo si trattasse solo di portare i piatti – ci ha raccontato Fued – non immaginavo che questo lavoro potesse essere così emozionante“. 

Quando dissi a mia madre che il mio sogno era quello di fare il cameriere, rimase un po’ perplessa. Anche lei – come me all’inizio del resto – non aveva una grande considerazione di questo lavoro. Mi disse, perchè non pensi di fare il medico o l’avvocato? Ma io ero determinato e quando ha visto che ero soddisfatto e che questo mestiere mi rendeva felice, ha capito“.

LE ESPERIENZE DI FUED

Dopo il ristorante La Preta di Roccaraso, Fued ha lavorato al Garden Hotel e da apprendista diventa cameriere nel ristorante/ wine bar I caraceni di Alfedena. Poi, comis di bar al Wine Bar Le Scalette di Rivisondoli. Nel 2012 Fued viene assunto come Chef de rang al ristorante La Cantina e poi passa all’Osteria del Tarassaco. Durante questi anni consegue i tre livelli di sommelier AIS e nel 2013 realizza il suo sogno: finalmente è maître sommelier al Manetta, ristorante di mare di Roseto degli Abruzzi. Ma, inaspettatamente, la sua storia non finisce qui…

Cosa ha detto la tua famiglia alla notizia del tuo trasferimento a Padova?

La mia famiglia vive in Francia da 6 anni, quindi è già diverso tempo che vivo da solo. Sono stati molto felici ovviamente e, tra l’altro, mi avvicino anche un po’…

L’IMPORTANZA DEI CONCORSI

In Italia i concorsi sulle professionalità di sala sono pochissimi e non sono sempre di grande qualità, niente a che vedere – insomma – con la Francia. Eppure, avere la possibilità di confrontarsi e competere con colleghi che hanno percorsi diversi, non è solo una gara,  è un’esperienza preziosa di crescita professionale. Emergente Sala, il contest organizzato e promosso da Lorenza Vitali e Luigi Cremona è uno dei pochissimi eventi che valorizzano la sala e che offrono ai migliori camerieri Under30 d’Italia la possibilità di emergere. Davvero.

Ho deciso di partecipare a Emergente Sala per mettermi alla prova, per vedere il mio livello e poi migliorarmi: per autocritica diciamo – ci ha spiegato Fued – Una volta lì, mi sentivo anche in imbarazzo perchè venivano tutti da ristoranti stellati o gourmet, io vengo dalla provincia, noi al Manetta non abbiamo le stelle…

Nonostante la competizione, però, siamo diventati amici. Amicizie che non avrei mai potuto costruire senza partecipare al Concorso. Io sono andato a trovare loro e loro sono venuti a trovare me. Ci sentiamo, ci confrontiamo, ci scambiamo consigli. Le selezioni di Paestum e la finale di Roma sono stati momenti in cui ho potuto imparare molto, in cui ho avuto occasione di conoscere tante persone e instaurare rapporti. Ho preso più fiducia in me stesso. Da tutto questo è nata anche l’occasione a Le Calandre. Di tutto questo devo ringraziare gli organizzatori del Concorso ovviamente“.

Immaginavi questo tipo di carriera per te?

Sinceramente no e non è stato facile oggi prendere la decisione di lasciare il ristorante di Roseto dove ero maître e sommelier. Insomma, è stata una vera e propria scelta di vita e ci ho riflettuto molto. Del resto, sono convinto che non importa dove lavori o con chi lavori, l’importante è credere in quello che fai, aggiornarsi sempre, perfezionarsi e sfruttare tutte le possibilità di crescita e poi le soddisfazioni arriveranno“.

Fued è modesto, ma va detto che il suo approccio al lavoro e alla vita, sempre sorridente, sempre disponibile, orientato a imparare e crescere, quindi curioso, determinato e sempre molto professionale, non è comune ma è un esempio per tutti i ragazzi. Questa straordinaria attitudine lo ha portato oggi a lavorare a Le Calandre, cioè uno dei migliori ristoranti d’Italia, tre stelle Michelin, da dieci anni ininterrottamente nella classifica del World’s 50 Best Restaurants.

Ultima domanda, per sdrammatizzare diciamo, visto che sei sommelier, qual è il tuo vino preferito?

Amo le bollicine, amo la Francia, ammiro il modo di fare e di vendere il vino dei francesi. Poi, in realtà non ho preclusioni, sono curioso e apprezzo tutto ciò che è fatto con serietà, quando c’è tanto lavoro dietro insomma.

Beh, che dire? Una risposta da tre stelle… Non ci resta che rinnovare le congratulazioni per la nuova avventura, Fued andrà a far parte della brigata di Andrea Coppetta Calzavara, maître a Le Calandre da quasi un decennio, affiancato dal sommelier Matteo Bernardi.

In bocca al lupo Fued!