ELOGIO DELL’ACCOGLIENZA di Arrigo Cipriani

Elogio dell’accoglienza è l’ultimo libro di Arrigo Cipriani, storico patron dell’Harry’s Bar di Venezia, Maestro d’accoglienza, recentemente uscito in libreria con la casa editrice Aliberti.

Costa circa 10 euro e lo trovate anche su Amazon qui.

Un vademecum, uno schema di regole fondamentali: il benvenuto all’ospite si basa su pochi e solo apparentemente semplici elementi. Chi saprà rispettare, governare e padroneggiare tutti gli aspetti, costantemente e con pari attenzione, avrà successo assicurato. Ecco i consigli di Cipriani.

ELOGIO dell’accoglienza è un manifesto

Elogio dell’accoglienza, insomma, è un libro che tutti gli operatori del settore turismo ed enogastronomia dovrebbero leggere, un vero e proprio manifesto per far diventare l’Italia il paese più ospitale del mondo, non solo il più bello. 

In Italia, oggi, il turismo è un settore da 70 miliardi di euro l’anno, il suo indotto rappresenta quasi il 12% dell’intero PIL nazionale. Un business, insomma, ma non bisognerebbe mai dimenticare che Accoglienza non è sfruttamento del cliente.

L’accoglienza è un talento, una virtù, oltre che una cultura. Un talento che noi italiani storicamente possedevamo in misura maggiore rispetto a qualsiasi altro Paese del mondo, e che progressivamente abbiamo smarrito”, si legge nel risvolto di copertina.

LE BUONE REGOLE DELL’ACCOGLIENZA

Il successo di Arrigo Cipriani è basato sulla sua fedeltà a poche fondamentali regole. Regole che ci svela e che ci spiega nel suo libro, non ve le possiamo dire tutte perchè dovete leggerlo, ma la prima è sicuramente: mettere al centro il cliente.

Il cliente non va mai trattato come semplice turista, va trattato ma come ospite, con rispetto. Questo, in pratica, vuol dire proporre sempre e ovunque un servizio professionale e contemporaneamente ricco di calore umano.

Per Cipriani, il servizio è un potente mezzo di comunicazione, “la perfezione che potrai comunicare con il gesto del servire sarà la tua parte più nobile – dice nelle prime pagine – il sorriso che illuminerà il tuo volto sarà il segno profondo di tutta la tua conoscenza”.

La semplicità asimmetrica

Per far sentire l’ospite bene accolto, Cipriani spiega il suo precetto della semplicità asimmetrica: “in natura la linea retta non esiste”, è quindi l’asimmetria che ci regala il senso di serenità e ci fa sentire a nostro agio.

Il Maestro dell’accoglienza è contrario all’eccesso di linearità portato dal “finto e freddo minimalismo”, uno spazio chiuso confortevole deve essere asimmetrico e “se non lo è bisogna modificarlo”. Punto.

Il banco del bar, per esempio, deve rompere la simmetria della stanza: la sua posizione deve tenere conto delle emozioni provate dal cliente che entra per la prima volta, deve essere una boa a cui potrà aggrapparsi per affrontare quella naturale sensazione iniziale di spaesamento che proviamo quando entriamo in un ambiente sconosciuto.

ARREDAMENTO: la semplicità è eleganza

Anche la disposizione dei tavoli e delle sedie deve essere asimmetrica, oltre a questo, l’ottica deve essere quella di chi li userà e non di chi li guarderà.

Fondamentali, quindi, le proporzioni: chi è seduto deve sempre avere la possibilità di posare i piedi per terra (al bando le sedute troppo alte), l’altezza del tavolo deve offrire un appoggio che lasci le spalle rilassate. 

Fondamentali anche i materiali di tutto l’arredamento, che devono essere  “facilmente riconoscibili e apportatori di calore”, le tinte mai troppo vivaci.

MISE EN PLACE: equilibrio e discrezione

Semplicità ed eleganza sono le linee guida anche nella scelta delle stoviglie, che devono avere una forma equilibrata, elegante, non invasiva, scelte e pensate solo per il loro uso.

“I bicchieri devono essere di misura media. Da escludere le grandi coppe da vino, invenzione post moderna che impone varie gestualità e sono scomodissime da utilizzare” commenta Cipriani nel libro.

Insomma, “Tutto deve essere semplice nella forma, che deve essere adatta a liberare il contenuto”.

IL GIOCO DEI CROMATISMI. luce e aria

Riguardo alla luminosità, il saggio ristoratore veneziano consiglia una luce calda e abbastanza intensa da favorire una piacevole conversazione. “Il colore deve essere la giusta sintesi tra la luce e l’effetto luminoso che viene riflesso sul viso dell’avventore”.

La temperatura dell’ambiente deve essere costantemente controllata per garantire agli ospiti,  in ogni stagione, il massimo comfort: “in inverno la si renderà gradevole anche riscaldando leggermente il pavimento”, in estate non deve essere troppo fredda.

ARRIGO CIPRIANI. AMBASCIATORE DELL’ITALIAN STYLE

Arrigo Cipriani è uno degli italiani più conosciuti nel mondo. Classe 1932, è il figlio di Giuseppe che aprì l’Harry’s Bar di Venezia nel 1931 e che inventò il Bellini.  Oggi, però, Cipriani non è solo il patron dello storico locale da 65 anni (27 attività aperte, con oltre 3mila collaboratori), è anche uno scrittore che ha al suo attivo altri 11 titoli prima di quello di cui vi stiamo parlando, Elogio dell’accoglienza.

Il ristoratore veneziano, che ama definirsi “bettoliere” e scrittore, è ormai un vero ambasciatore dell’accoglienza Italian Style nel mondo, ama la vita che definisce “un regalo di lusso” e ha anche già pensato all’incisione per la sua lapide: “Sto da Dio”.

“Tra piaceri e peccati, me la sono goduta” ha confessato in un’intervista a Raffaele Panizza su Panorama “Arrigo Cipriani, 85 anni, nume dell’Harry’s Bar, ha la passione delle auto veloci, l’energia di un trentenne, tricipiti di ferro e un umorismo sferzante contro chef, stilisti, politici e preti: nei gironi dell’inferno potrei entrare in quasi tutti“.